Categoria ‘Indescrivibili’

spazzacaminoPiazza Risorgimento, S. Maria Maggiore (Verbano Cusio Ossola)
Il fenomeno dei “piccoli rusca”, i bambini spazzacamino, coinvolse nei decenni fra il ‘800 e ‘900 la maggioranza delle famiglie di questa zona, obbligate ad “affittare” uno dei loro figli a vecchi spazzacamini che giravano di casa in casa ad arruolarli. Quella dei piccoli rusca lontano da casa era una vita di fatica, privazioni e sofferenza: spesso i padroni li costringevano a digiunare per impedire che si irrobustissero, con il rischio di non entrare più nei camini. Il Museo ospita fotografie, pubblicazioni e testimonianze varie sulla dura vita di questa figura del passato e gli attrezzi che venivano utilizzati: la raspa, lo scopino, il riccio, la squareta, la caparuza, il sacco. Leggi il resto »

tabaccoCarpanè di San Nazario (Vicenza)
Coltivare il tabacco per la gente della Valbrenta ha significato fatica, sacrificio, speranze e, a volte, disperazione. Per questo motivo la Comunità montana dei Brenta ha allestito un museo dedicato alla quasi unica fonte di sostentamento della zona. Nel museo sono collocati i vari attrezzi impiegati per la coltivazione ed è ricostruito un tipico ambiente per la cura e la lavorazione. Sono presentati inoltre dei manifesti e delle lettere che documentano la particolare attenzione che i vari governi dedicarono questa coltura “strategica”. Ci sono inoltre degli acquerelli del pittore Ettore Lazzarotto che ricostruiscono con fedeltà storica le varie fasi della coltivazione. Leggi il resto »

zampognaPiazza Martiri di Scapoli, Scapoli (Isernia)
Sapevi che il nome zampogna deriva probabilmente dal greco symphonia (= il suonare insieme di toni)? Se vuoi altre informazioni su tale affascinante strumento, qui potrai ammirare tante zampogne da ogni parte del mondo e di ogni epoca, trovare una vasta documentazione iconografica e letteraria, oltre a foto d’epoca e la riproduzione di un’antica bottega artigiana.
Ci sono anche una sala acustica per ascoltare il suono melodioso della zampogna, e una video per assistere a filmati sul mondo della zampogna. Leggi il resto »

coltello sardoVia Roma 15, Arbus (Medio Campidano)
Alcuni dei coltelli esposti si possono considerare vere e proprie opere d’arte, quasi dei gioielli: manici in corno di ogni colore, intarsiati e scolpiti a forma di cervo, cinghiale, muflone, aquila, a presentare la fauna sarda, impreziositi dall’abbinamento acciaio-ottone nelle lame e negli anelli. E’ possibile ammirare anche il coltello, realizzato dall’artigiano Paolo Pusceddu, che e’ entrato nel Guinness dei primati; si tratta di un coltello dal peso di ben 295 Kg per 4.85 metri di lunghezza: e’ il “Coltello piu’ Pesante del Mondo”. Leggi il resto »

ombrello
Via Golf Panorama 2, Gignese (Verbano Cusio Ossola)

Indovina, quanti visitatori ha annualmente questo museo? “100” macchè! “1.000” pfui! “5.000” no! Hai esaurito le tre possibilità, sono ben 10.000 (di cui la metà stranieri). Se questo oggetto di indubbia utilità ti ha sempre affascinato, vai a Gignese dove sono esposti 150 pezzi figli di un’antica tradizione virtuosa. Per i visitatori particolarmente rompiscatole è in allestimento una sezione molto particolare: quella con i migliori gesti dell’ombrello. Leggi il resto »

cuchiVia XXVII Aprile 16, Cesuna (Vicenza)
Se hai sentito la frase dialettale “vecio come el cuco” e vorresti saperne l’origine, ti consiglio di visitare questo museo. Il cuco, piccolo strumento a fiato, ha infatti una lunga storia che risale all’età preistorica, quando fu inventato per imitare gli uccelli, per allontanare gli spiriti cattivi, per segnare il trapasso dalla vita alla morte come oggetto scaramantico, o come difesa usata dai contadini contro i predatori di coltivazioni, fino a diventare gioco per i bambini o pegno amoroso. Qui ne troverete più di 4000, raccolti da Gianfranco Valente a partire dal 1987. Leggi il resto »



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