Rio Terà dei Biri 5394, Venezia
Qualche millilitro di inchiostro, un talento figurativo straordinario e una cultura fuori dal comune. Questi elementi nel 1967 si fondono perfettamente e Hugo Pratt disegna la prima splendida avventura di Corto Maltese, Una ballata del mare salato. L’autore, nel pieno della sua maturità artistica, segna una tappa evolutiva nella storia del fumetto: oltre a regalarci un personaggio indimenticabile, dei viaggi in mari lontani e dei passaggi pindarici in dimensioni oniriche, contribuisce a definire i canoni una nuova forma espressiva, la graphic novel.
Il marinaio avventuriero in tarda età ha preso dimora a Venezia, in un palazzo affascinante come la sua personalità, e apre le porte a te, visitatore inscatolato in un’esistenza abitudinaria: sulle pareti campeggiano le tavole che ripercorrono le tappe del suo inquieto peregrinare fra oceani e continenti, gli incontri con personaggi reali o immaginari che ha incrociato nel suo percorso, le sue frasi migliori (cfr. “Non sono nessuno per giudicare, so soltanto che ho un’antipatia innata verso i censori, i probiviri…ma soprattutto sono i redentori coloro che mi disturbano di più”) e alcuni retroscena sconosciuti. C’è anche la sua divisa da lupo di mare che potrai indossare, facendoti poi fotografare. Ma non illuderti di riuscire ad avere il suo charme, è impossibile! La basetta, l’orecchino e la saggezza non sono riproducibili.
Potrai incontrare anche degli artisti in carne, ossa e fumetto sopra la testa: Guido Fuga e Lele Vianello, collaboratori storici di Hugo Pratt; i disegnatori Stelio Fenzo, David Haughey, Luca Rota Nodari; il grafico e calligrafo Luca Barcellona.
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Categoria ‘Insuperabili’
Piazza Eduardo De Filippo, Napoli
“Nossignore, ricomincio da…cioè…tre cose me so’ riuscite dint’a vita, pecché aggia perdere pure chelle? Aggia ricomincià da zero? Da tre! ”.
In ‘Ricomincio da tre’ Massimo Troisi, uno dei grandi esponenti della tradizione partenopea, insegna: gli attori napoletani ne hanno fatto di cose buone nella loro vita, e questo spazio espositivo racconta attraverso oggetti di scena l’epopea che ha portato lui, Eduardo Scarpetta, Totò, Eduardo De Filippo e tutti gli altri a diventare beniamini di un’intera nazione. Il percorso è accompagnato da un sottofondo musicale che rievoca le storiche rappresentazioni dei teatranti partenopei. Guagliu’, siete avvisati.
La struttura sotterranea in cui era allestito museo è stata danneggiata dalle piogge nel 2001. Il museo è pertanto chiuso ma una parte del materiale ha trovato una casa temporanea dal dicembre 2008 presso il Teatro San Ferdinando di Napoli. Qui è stata allestita una mostra permanente visitabile in concomitanza degli orari degli spettacoli teatrali. Per maggiori informazioni telefonare al 081 291878 oppure al 081 551 33 96
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Vicolo Zuccareda 5, Montebelluna (Treviso)
I produttori di calzature sportive del distretto di Montebelluna hanno avuto un’idea vincente: costituire un museo che testimoni la storia della loro attività e le vette qualitative raggiunte. La collezione, ospitata presso la cinquecentesca villa Zuccareda, comprende circa 2000 pezzi tra calzature, accessori, strumenti e macchine per la produzione. Passo dopo passo, in 13 sale ammirerai le scarpe che dal 1800 a oggi hanno accompagnato i campioni di tutte le discipline sportive. E’ presente anche un ricco archivio che conserva brevetti, cataloghi, fotografie e volumi didattici. Leggi il resto »
Via Angarano 2, Bassano del Grappa (Vicenza)
E’ il corpo che riesce più facilmente ad entrare nel cuore dei civili, soprattutto nel corso delle oceaniche adunate annuali. Se ti stanno simpatici e vuoi conoscerne la storia e il fondamentale contributo fornito nel 1915-18, questo museo è a tua disposizione. Sono esposti reperti della Prima Guerra Mondiale come reticolati, elmetti, bombe di aereo, schegge, baionette, molte foto d’epoca, interessanti manoscritti, lettere (ci sono anche i volantini che D’Annunzio gettò su Vienna in occasione della famosa trasvolata). “Sul cappello, sul cappello che noi portiamo, C’é una lunga, c’é una lunga penna nera…” Leggi il resto »
Viale Belpoggio 9, Trieste
Appena appurato che qualcuno è di Trieste quali sono le prime cose che chiedi? Ovvio: “Com’è la Bora? Ma è tanto forte? Che succede quando soffia?”. Per avere delle risposte su questo luogo comune puoi visitare un luogo non comune, cioè il Magazzino dei venti. Lo spazio è limitato e vuole essere la vetrina di un’idea, quella di creare a Trieste il Museo della Bora e del vento. Nel magazzino, visibile su appuntamento (040.307478 – E-mail: museobora@iol.it), potrai scoprire come si misura la velocità del vento, quali sono i venti del Mediterraneo, approfondire il tema dell’energia eolica, leggere curiosità e caratteristiche della Bora e giocare con il vento. Leggi il resto »
Via Roma 108, Vallecrosia (Imperia)
Erio Tripodi è un personaggio unico, probabilmente il più grande appassionato di canzoni italiane della penisola. Grazie alla sua instancabile opera di collezionista ha raccolto qualsiasi oggetto relativo alla musica nostrana: incisioni, spartiti, immagini, scatole musicali, carillon, fonografi, dischi quadrati e rotondi, microfoni, juke-box e strumenti musicali di ogni tipo e periodo (il tutto perfettamente funzionante). Per immergervi in questo melodioso mondo dovrai salire sul treno. Il materiale è infatti esposto su un autentico treno dei primi 900 con tanto di suggestiva locomotiva a vapore. E’ necessaria la prenotazione Tel: 0184 29 10 00. Email: erio@museodellacanzone.it Leggi il resto »
Via Marmorata 15, Roma
Quando eri piccolo guardavi Grisù e dicevi con lui “Da grande farò il pompiere”? Allora non puoi non visitare questo museo. Dall’incendio di Nerone del 64 d.C. al bombardamento del 19 luglio 1943, passando per i lanzichenecchi protagonisti del sacco nel 1524, delle raffigurazioni tematiche e storico-scenografiche spiegano l’evoluzione del soccorso antincendio nella città di Roma, dall’antichità ad oggi. La struttura è dotata anche di un laboratorio scientifico dove praticare esperimenti per conoscere i fenomeni basilari della combustione. Leggi il resto »
Corso Canalgrande 103, Modena
Celo, celo, celo, celo, manca. E’ sempre l’ultima quella più importante, quella che serve a finire la collezione. Tutte le generazioni ci passano, è rito obbligato: che si tratti del mitico Feroce Saladino, di Tarcisio Burgnich o della fata Aisha delle Winx, la suspense che si crea quando strappi un pacchetto e sfogli le figurine è sempre la stessa….ma neanche stavolta l’hai trovata! Al museo Panini invece le troverai proprio tutte, sei pregato di non scassinare le teche per completare i tuoi album impolverati. Leggi il resto »