Piazza S. Maria della Pietà 5, Roma
Essere scrutati da sguardi inquisitori e penetranti. Venire aggrediti da persone che si scagliano contro un muro trasparente a poca distanza da te. Sperimentare percezioni sensoriali improvvise e imprevedibili. Parlare e non riconoscere le proprie parole perché immerse in delle cacofonie orrende. Guardarsi allo specchio e vedersi divergenti dalla realtà attesa. Farsi fotografare come un criminale per la foto segnaletica. Sentire delle voci lancinanti nel cranio. Non riuscire ad avere il controllo del proprio apparato locomotore.
Tutte queste esperienze disturbanti fanno parte dell’itinerario museale allestito all’interno della ASL Roma E, un viaggio immersivo nella malattia mentale e nelle sue manifestazioni. Il visitatore viene a contatto diretto con i fenomeni del disorientamento cognitivo e sperimenta sulla propria pelle la disumanità dei vecchi ospedali psichiatrici, vedendo veri elettroshock e altri macchinari di tortura/costrizione. Nella seconda parte la ricostruzione dell’apertura e del graduale miglioramento legato a nomi come Basaglia, che contribuisce alla rimozione di quella istituzione aberrante nota come manicomio.
Da segnalare l’ottimo impianto storiografico, la costante attività di ricerca e l’ottenimento del premio “Museo dell’anno per l’innovazione e l’attrattività nei rapporti con il pubblico” nel 2010 grazie al dialogo biunivoco che si instaura con il visitatore.
Categoria ‘Inquietanti’
Corso P.Luce 2, Galatina (Lecce)
Trentatrè tarantini ballavano come tarantolati al ritmo della tarantella.
Sembra la riedizione di un famoso scioglilingua, in realtà è l’affresco piuttosto fedele di una scena di vita popolare salentina dell’ottocento. In quel secolo succedeva spesso che una giovane donna accusasse i sintomi del “tarantismo”, una sorta di isteria iperattiva che si pensava (erroneamente) fosse causata dalla puntura di aracnidi come la malmignatta o la tarantola. La ragazza per liberarsi dall’ipotetico veleno malefico doveva scatenarsi nella danza accompagnata dalle note frenetiche prodotte dall’orchestra paesana.
Al rito catartico poteva partecipare tutto il paese e quindi diventava un’occasione di festa e di ballo al suono della pizzica. A volte l’esorcismo sacro-pagano si svolgeva in chiesa e le derive oscene di alcune tarantolate senza freni inibitori hanno fatto sì che la chiesa di San Paolo di Galatina venisse sconsacrata.
Proprio questa cappella è una tappa dell’itinerario proposto dall’associazione “Centro sul Tarantismo e Costumi Salentini”, che vuole valorizzare le risorse culturali, architettoniche e folcloristiche della zona. Il percorso prevede anche una lunga sosta nella “Casa museo del tarantismo”, dove si possono vedere filmati inediti e consultare foto, documenti e pubblicazioni che provano a spiegare questo fenomeno irrazionale, ancora oggi sotto studio da parte di sociologi, etnologi, psicologi e antropologi.
La Casa Museo del tarantismo è aperta ai visitatori dal martedì al sabato dalle 10 alle 12 e dalle 18 alle 20 ingresso libero. Se siete interessati all’argomento ma non avete la possibilità di raggiungere Galatina, procuratevi la monografia “La terra del rimorso” di Ernesto de Martino, a detta degli esperti è il testo migliore su questo tema. Marco Sors
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Corso Appio Claudio 268, Itri (Latina)
“Fatta l’Italia, ora bisogna fare gli italiani”. E non si andò certo per il sottile: per debellare il fenomeno del brigantaggio, molto diffuso in alcune aree centro-meridionali, tra il 1861 e il 1866 il generale Cialdini ebbe a disposizione 105.000 soldati dell’esercito. In questo spazio espositivo conoscerai i dettagli della sanguinosa ‘guerra civile’ post-unitaria, vedrai gli oggetti che testimoniano usi e costumi dei briganti, scoprirai chi erano i leader di questi fratellastri d’Italia. E a dimostrazione della validità della teoria dei corsi e ricorsi storici, a 150 anni di distanza abbiamo di nuovo l’esercito per le strade: i briganti non muoiono mai. Leggi il resto »
Via IX Ottobre 4, Erto (Pordenone)
Il 9 ottobre 1963 una grande frana precipitò nel lago artificiale creato dalla diga del Vajont scatenando un’enorme onda che si abbattè con inaudita violenza sui paesi di Longarone, Erto e Casso causando 2000 vittime in pochi minuti. In questo “spazio della memoria” è rievocata minuziosamente la cronaca di una tragedia annunciata: il fallace progetto della diga con i relativi dati e grafici scientifici, la ricostruzione dell’inondazione con filmati e materiale digitale, il dolore lancinante delle persone coinvolte e la causa penale che ne è conseguita. Leggi il resto »
Piazza Cappuccini 1, Palermo
Non troverai un cimitero di quel particolare tipo di caffè, bensì 8.000 scheletri e corpi mummificati sepolti tra il 1559 e il 1880 dai Padri Cappuccini sotto la loro Chiesa. Nelle catacombe c’è un microclima particolare che permette un fenomeno di mummificazione naturale. Quindi se i film dell’orrore ormai ti fanno ridere, questo è il posto giusto per te. Leggi il resto »
Bidonì (Oristano)
Tremate, tremate, le streghe son tornate. Non per un sabba ma per andare a popolare il museo della Stregoneria “Sa ‘Omo ‘e sa Majarza”, che ripercorre le tracce della Magia Bianca e Nera, delle leggende e dei rituali misteriosi. Un mondo popolato da Streghe e tradizioni popolari che fanno parte del patrimonio culturale del territorio e dell’intera Sardegna. Leggi il resto »
Lungotevere Prati 12, Roma
Il 15 settembre 1897, dopo un incendio all’interno chiesa del Sacro Cuore del Suffragio, il padre Vittore Jouet vide in una macchia lasciata dal fuoco sulla parete un volto sofferente. Il parroco si convinse che si trattava dell’anima di un defunto che era in purgatorio e voleva mettersi in contatto con i vivi. Mosso da questa convinzione Jouet cercò altre apparizioni del genere, con lunghi viaggi in Italia e in Europa, raccogliendo numerosi cimeli. Tutti gli oggetti “toccati” dalle anime dei defunti sono forniti di una ricca documentazione. La struttura ha, tra l’altro, la fama di luogo maledetto…ghostbusters cercansi. Il museo è aperto negli stessi orari della chiesa. Per maggiori informazioni rivolgersi direttamente in sagrestia o telefonare al numero 06 68806517 Leggi il resto »
Località Precetto, Ferentillo (Terni)
Noi non capiamo. Perchè l’italiano medio va in Egitto, soprattutto a Sharm el Sheik, per vedere le mummie? Non sa che può trovarle anche nella ridente Ferentillo, in provincia di Terni? Strano, perchè le Mummie di Ferentillo sono un fenomeno particolarie di interesse nazionale ed internazionale, con visitatori provenienti da tutta Europa. Si tratta di una realtà unica nel suo genere: il fenomeno della mummificazione è del tutto naturale, essendo dovuto a dei particolari microrganismi presenti nella terra dove si trovano e alle particolari condizioni climatiche. Ah, forse perchè a Sharm si può fare il bagno; qui o ti porti la piscina gonfiabile, o resti a secco. Leggi il resto »
Via Castelbarco 7, Rovereto (Trento)
“Si sta come, d’autunno, sugli alberi, le foglie”. Per capire parzialmente lo stato emotivo evocato da Giuseppe Ungaretti nella celeberrima poesia “Soldati”, dovresti visitare questo museo: espone armi e uniformi, fotografie e opere pittoriche, documenti e cimeli risalenti alla prima guerra di trincea della storia. Inoltre propone mostre temporanee, promuove studi e ricerche, cura la pubblicazione di opere a carattere storiografico, partecipa a produzioni cinematografiche. Leggi il resto »