Largo F.lli Spacca 2, Fabriano (Ancona)
Benvenuti al museo più odiato dai falsari di tutto il globo terracqueo.
Dovete sapere che la filigrana è stata inventata proprio qui a Fabriano, e da quel momento non ha fatto che angustiare il sonno dei contraffattori professionisti, a qualsiasi latitudine si trovino le loro stamperie clandestine. Una sorta di watermark che compare sullo sfondo di tutti i loro sogni trasformandoli in incubi.
In questo spazio espositivo interattivo potrete scoprire tutti i segreti della sottile invenzione e più in generale della carta: oltre agli strumenti antichi e alle ricostruzioni storiche in video, è infatti possibile prendere parte a dei veri e propri laboratori della durata di un’ora durante la quale vedrete il prezioso materiale bianco nascere sotto le vostre mani. Un percorso laborioso e formativo che forse vi insegnerà anche a dare più valore ai materiali cartacei, cercando di non sprecarli e riciclarli quando possibile.
Molto suggestiva la location del museo, un ex convento domenicano che trasuda storia dalle mura, e da visitare assolutamente le vicine e spettacolari Grotte di Frasassi.
Marco Sors
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Categoria ‘Ingegnosi’
Via delle Cartiere 24, Amalfi (Salerno)
Chiudiamo gli occhi e immaginiamo come sarebbe stato il mondo senza carta…semplicemente un altro mondo, probabilmente meno colto. Dalla Cina dove fu scoperta, la carta percorse il suo viaggio civilizzante arrivando in Europa grazie alle gloriose città marinare di Amalfi, Pisa, Genova e Venezia. Oggi, nella Valle dei Mulini, nella parte interna della città di Amalfi, è possibile visitare quella che fu la sede di un’antica cartiera di proprietà del “Magister in arte cartarum” Nicola Milano. Per sua iniziativa si avviano nel 1969 i primi lavori del Museo della Carta dove vengono mantenuti vivi macchine e saperi fuori dal tempo che per secoli, nei mulini ad acqua sul torrente Canneto, consentirono di produrre l’antica carta “Bambagina” di Amalfi.
Recensione di Fabio Meloni
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Via Chiavello 100, Cedogno (PR)
Se il mondo guardato da una serratura appare tanto grande, immaginatelo da un lucchetto, non a caso definito nel gergo degli intenditori “serratura portatile”!
Abbandonato ogni pregiudizio verso questo oggetto apparentemente banale, scoprirete che nel complicato sistema di ingranaggi e combinazioni può nascondersi l’ingegno di una persona o di un intero popolo. È quanto vi racconterà Vittorio Cavalli, l’artefice del museo dei lucchetti, che per tutta la vita ha raccolto centinaia e centinaia di lucchetti di ogni tipologia e provenienza. Un’attenzione particolare meritano quelli zoomorfi: scorpioni, leoni e antilopi di ridotte dimensioni e forgiati quali fossero piccole sculture mi hanno colpito all’istante! Meticolosamente catalogati con rigore museografico, tutti i 4000 lucchetti sono esposti per essere guardati, toccati e rigirati tra le mani affinché nessun dettaglio vi possa sfuggire.
Non crediate, infatti, che per svelare i segreti di un lucchetto possa bastare la chiave, il più delle volte andata irrimediabilmente perduta: ci vuole occhio attento e curioso. Il signor Vittorio sarà disposto a raccontarvi la storia della collezione ma il resto lo farete voi, mettendo alla prova il vostro intuito!
Il museo è visitabile su prenotazione telefonica al numero 0521/840151.
Maria Chiara Catania
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Via Menabrea 10, Milano
Quando entri in una stanza ti accorgi subito di lei. Fingi disinteresse ma lei ti fissa seducente. Non riesci a resisterle, vuoi sfiorarla con le tue mani. Alla fine cedi, ti avvicini e inizi a muovere i tuoi polpastrelli sui suoi tasti. Il fascino della macchina da scrivere è innegabile. Se anche tu sei attratto da questo straordinario oggetto, qui puoi rimirare quasi 900 macchine scrittorie, da quella di fine ‘800 appartenuta all’imperatore austro-ungarico Francesco Giuseppe fino alla Lettera 22 che ha aiutato tanti giornalisti a dimostrare il loro talento. Lo spazio è aperto tutti i martedì, venerdì e sabato dalle ore 15 alle 19; per visite di gruppi c’è la possibilità di apertura anche in altri giorni e orari previo appuntamento da prendere al cell. 3478845560 con Umberto Di Donato, ideatore del museo e grande appassionato di questo “tool analogico” (tanto da scrivere pure un libro a proposito). Tastiera del pc e stampante, mi spiace per voi ma avete tanta strada da fare per acquisire uno charme simile. E probabilmente non ci riuscirete mai.
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via Nicola Pisano 25, Pisa
Il linguaggio della natura è analogico, quello dell’uomo è digitale. Per tentare di interpretare la realtà, la scienza ha sempre dovuto rompere la continuità dei fenomeni naturali e discretizzarli in insiemi di eventi più semplici e comprensibili. Solo in questo modo poi è possibile formulare leggi e teorie universali. I dizionari che fungono da traduttori fra un linguaggio e l’altro sono gli strumenti scientifici e di calcolo, di cui questo museo è attento custode. Gli strumenti vanno dal XVII secolo fino ai giorni nostri: potrai vederli, leggere le loro schede tecniche e comprendere che contributo hanno fornito alla storia della scienza. Da segnalare la Calcolatrice Elettronica Pisana (CEP), la prima calcolatrice elettronica italiana per le ricerche scientifiche nata per volere di Enrico Fermi. Per visitare il Museo è necessario prenotare presso la Fondazione Galileo Galilei. Leggi il resto »
Via Lanfranco 6, Soncino (Cremona)
La cittadina di Soncino è stata tra le prime – in Italia e in Europa – ad accogliere una stamperia: era operativa già nella seconda metà del 1400, a neanche una trentina di anni dall’invenzione di Gutenberg. Era gestita da una famiglia di ebrei tedeschi che era stata cacciata dalla Germania per motivi religiosi. Il museo è diviso in tre sezioni: la prima ricostruisce le vicende della famosa famiglia di stampatori; la seconda approfondisce le tecniche di stampa e di incisione presentando gli attrezzi del mestiere come i caratteri mobili e i torchi; la terza ospita esposizioni temporanee di incisioni d’arte contemporanea. Leggi il resto »
Via di San Michele 18, Roma
La possibilità di selezionare un riquadro di realtà, riprodurlo in maniera identica e fissarlo per sempre sarà sembrata una stregoneria a coloro che nell’800 hanno assistito per la prima volta allo scatto di una fotografia. Oggi ne scattiamo migliaia grazie alle macchine digitali, e questo processo ci sembra la cosa più naturale del mondo. Nel mezzo di questi due estremi c’è tutto un percorso tecnico ed espressivo che il museo vuole rendere noto: i diversi esemplari di macchina fotografica che si sono succeduti, a partire dal primo, il dagherrotipo, e lo sviluppo delle soluzioni creative, dal semplice ritratto di persona alla creazione di opere d’arte puramente evocative. Il Museo Archivio è aperto al pubblico su appuntamento, da prendere via e-mail scrivendo a MAFOS. Leggi il resto »
Piazza Martiri 1, San Maurizio d’Opaglio (Novara)
Tic, tic, tic… nottetempo il tuo rubinetto gocciola lento ma inesorabile e per questo stai uscendo di senno? Se l’idraulico si è dimenticato di te puoi optare per un’altra soluzione, molto più economica: visitare il museo del rubinetto e diventare un brillante autodidatta in grado di risolvere qualsiasi problema della tua fonte casalinga. Oltre a scoprire i segreti tecnici ripercorrerai la storia dell’igiene personale, da quando era pratica di lusso per pochi eletti a quando diventò fenomeno di massa, e quella del distretto del rubinetto di Cusio, il più sviluppato e avanzato d’Italia. Leggi il resto »
Via Roma 48, Cedegolo Valcamonica (Brescia)
Multimediale, multisensoriale, interattivo e dinamico. Questo nuovo museo possiede tutte le qualità che uno spazio espositivo dovrebbe avere. Al suo interno potrai infatti seguire in prima persona tutte le tappe del “viaggio dell’acqua”, dalla formazione nell’atmosfera alla precipitazione sulla terra, dalla condensazione in ghiaccio all’accumulo nei laghi alpini, dallo stoccaggio in dighe artificiali fino all’arrivo nella centrale idroelettrica dove, attraverso molteplici passaggi, si trasforma in energia elettrica. Da non perdere. Leggi il resto »
Via Ponte Aquila 4, Bressanone (Bolzano)
Se sei ipocondriaco e prendi pillole come fossero caramelle, questo museo è adatto a te. Gli strumenti per la produzione, i farmaci, i vasi e le confezioni in mostra raccontano i progressi e le trasformazioni dell’arte farmaceutica partendo da una raccolta originale, documentando così in modo completo oltre quattrocento anni di storia della farmacia. Curiosa la sezione con alcuni animali esotici ornamentali (un coccodrillo, la testa di un armadillo, un frammento di mummia egizia, uno zoccolo di alce), che nelle antiche farmacie creavano un’aura magica destinata a colpire la fantasia degli avventori.